La mia idea di diritto

Il diritto e l'idea di giustizia sono la base per la costruzione di una società. Come possiamo allora pensare che il diritto possa essere compreso solo da chi parla il "giuridichese"?



Credo fermamente sia necessario per i giuristi, gli avvocati e tutto il mondo giuridico, riflettere su come migliorare il modo in cui i cittadini, le aziende e gli utenti vedono il diritto. E questo, sia per i cittadini, che per noi stessi. Se oggi la maggior parte delle persone considerano il diritto come qualcosa di lontano e noioso, la colpa molto probabilmente è anche nostra, del nostro linguaggio, del nostro modo di comunicare.


Il diritto come protezione e opportunità


Lo Stato deve quindi non solo sottomettersi alla legge che emana, ma offrire anche tutti gli strumenti di comprensione necessari ai suoi cittadini per far valere i propri diritti e trarne nuove opportunità.

In uno stato di diritto, la legge è sempre frutto di dibattito e consenso. Una volta votata, vale per tutti. Costituisce quindi assicurazione e protezione contro l'arbitrarietà e deve rappresentare la protezione per i più svantaggiati. Lo Stato di diritto è un principio di rispetto

del diritto sia da parte dello Stato che da parte dei singoli che lo compongono. Lo Stato deve quindi non solo sottomettersi alla legge che emana, ma offrire anche tutti gli strumenti di comprensione necessari ai suoi cittadini per far valere i propri diritti e trarne nuove opportunità. E questo, vale anche per gli esperti di diritto. Il diritto quindi consiste anche nello stesso tempo a richiamare i valori uguaglianza tra i cittadini, servire l'interesse generale tutelando al massimo vulnerabili, incarnare al meglio al democrazia.


Il Diritto, materia vivente, quotidiana, in evoluzione


Il linguaggio spesso utilizzato da giuristi, avvocati e universitari ha allontanato chi non faceva parte di queste categorie dal mondo del diritto. Ricordo con molto dispiacere che un giorno un collega di corso disse: " Non ho studiato 5 anni Giurisprudenza per mettermi alla pari degli altri". Questo approccio è diffuso, ed è un grave problema. Perché crea lontananza e barriere tra il diritto e i suoi destinatari, i cittadini.

Quando sono entrata in azienda, ero la sola a parlare il "giuridichese" come mi piace chiamare scherzosamente il linguaggio giuridico: proprio perché ero la sola a comprenderlo, ho deciso che la mia missione era quella di "volgarizzarlo", divulgarlo, renderlo accessibile. Questo perché le aziende fanno parte della società, hanno un ruolo nella stessa e sono formate da cittadini, che hanno tutto il diritto di comprendere come le leggi ottenute nell'ambito del processo democratico possano proteggerli, dare loro opportunità, sostenere la loro competitività.


Educazione al diritto, educazione alla cittadinanza


“Non si tratta di formare avvocati o dottori in legge, ma di consentire a tutti di acquisire la sensibilità necessaria affinché il diritto sia visto come opportunità, nonché di tenere comportamenti corretti rispetto agli altri, anche in un clima concorrenziale, per dare a tutti le chiavi per entrare in un universo che ha una sua lingua,le sue regole, le sue professioni, ma che può e deve essere alla portata di tutti.

L'educazione giuridica dovrebbe far parte di un'educazione alla cittadinanza che dovrebbe riguardare tutti. E anche l'azienda è luogo di costante apprendimento. Credo sia necessario interrogarsi sui legami tra l'educazione giuridica e l'esercizio quotidiano della cittadinanza, che ha molto a che fare anche con il tessuto imprenditoriale del paese. E non si tratta di formare avvocati o dottori in legge, ma di consentire a tutti di acquisire la sensibilità necessaria affinché il diritto sia visto come opportunità, nonché di tenere comportamenti corretti rispetto agli altri, anche in un clima concorrenziale, per dare a tutti le chiavi per entrare in un universo che ha una sua lingua, le sue regole, le sue professioni, ma che può e deve essere alla portata di tutti.


L'accesso a una buona comprensione della legge si articola logicamente con l'accesso ai diritti fondamentali, la lotta contro l'esclusione e la discriminazione, la promozione dei diritti e dell'uguaglianza, la concorrenza leale. Tutto questo, riguarda anche le aziende.


La responsabilità è quindi grande per "l'educatore": ciò implica un'attenzione speciale per definire valori condivisi da tutti, per costruire un'etica e una postura chiara. Questa è la sola e unica condizione per stabilire il legame di fiducia, per mantenere il contratto sociale tra i membri di una stessa società. Questi sono i valori che mi accompagnano nel quotidiano, e che mi accompagneranno nella redazione degli articoli per questo blog sulla funzione giuridica nelle aziende.


Daisy Boscolo Marchi