La cartografia del rischio giuridico in 6 domande

La prima volta che mi è stato chiesto di progettare una cartografia dei rischi giuridici, la mia reazione sul momento è stata solo una: il panico. Se vi trovate nella stessa mia situazione, questo post può interessarvi!




Se essere l'unica referente legal all'interno dell'azienda rappresenta una bella possibilità, ci sono momenti in cui ci vengono affidati compiti che escono dalla nostra comfort zone. Penso che la gestione dei rischi giuridici rappresenti per molti uno di questi momenti. Provo qui, tramite 6 domande, a suggerire una metodologia per costruire una cartografia dei rischi che tenga conto della strategia e delle peculiarità dell'azienda.


1° domanda: che cos'è la cartografia del rischio giuridico


Si tratta di un metodo che permette tramite individuazione e valutazione del rischio di progettare soluzioni capaci di evitare o quantomeno controllare e diminuire tale rischio.

Suddividiamo l'analisi in 2 grandi fasi:


- Prima fase: capire i contorni e il perimetro dei rischi;

- Seconda fase: valutare il rischio secondo due assi. Da una parte la probabilità che il rischio si verifichi, dall'altra la gravità/impatto che può avere per l'azienda.


2° domanda: ma il rischio giuridico, che cos'è esattamente?


In sostanza, si tratta di un'incertezza che risulta dall'incontro di un evento o una azione con una norma giuridica, e che può avere un risvolto o conseguenza negativa per l'azienda.

Facciamo subito una considerazione pratica: se alcuni rischi possono essere visti come puramente giuridici (cambiamento di una norma, una nuova giurisprudenza) questi rischi costituiscono una minaccia per l'azienda solo ed esclusivamente se hanno delle conseguenze sul piano operativo, come ad esempio un nuovo regolamento che imponga l'attribuzione di un permesso amministrativo per alcune attività.

Questo significa che per avere una cartografia del rischio davvero utile ed efficace, il lavoro dovrà essere di squadra, tra la direzione giuridica e le varie direzioni operative dell'azienda (supply, comunicazione, marketing, commerciale).


3° domanda: a cosa serve?


Direi che la cartografia del rischio ha (almeno) 3 funzioni:


• Innanzitutto è una grande opportunità per la gestione dell'azienda stessa, nella gestione dei contratti, nella migliore comprensione delle logiche concorrenziali;

• Permette alla direzione giuridica di partecipare alla strategia aziendale;

• Costituisce una buona base di partenza per capire come strutturare al meglio la direzione giuridica stessa.


"In una vita che si basa sulla perpetua scommessa, il rischio può rappresentare una perpetua gioia."

4° domanda: quali sono le premesse per costruire la cartografia dei rischi?


Costruire una cartografia dei rischi giuridici richiede uno sforzo enorme in termini di tempo e di risorse umane. Se dovessi individuare le premesse fondamentali per evitare di fare uno sforzo enorme senza seguito in seno all'azienda, sarebbero le seguenti:


• Prima di procedere, è necessario ottenere l'avvallo della direzione generale/management: senza il loro appoggio, rischierete di costruire qualcosa che seppur di qualità, non verrà utilizzato, con il risultato di spendere tempo ed energie nella costruzione di un progetto non considerato strategicamente utile (attenzione: questo non significa che non lo sia, ma che il management non lo considera come tale);


• Prima di entrare nella fase operativa, mettete in atto una fase di sensibilizzazione: è necessario che la direzione giuridica faccia capire alle direzioni operative i rischi giuridici a cui vanno incontro. Si deve quindi instaurare un dialogo, con una doppia finalità: in primo luogo diffondere una cultura giuridica all'interno delle direzioni aziendali operative, in secondo luogo, identificare dei rischi ulteriori, al quale il giurista, senza un dialogo con la parte operativa, non avrebbe probabilmente mai pensato.


5° domanda: come identificare e valutare i rischi?


Dopo la fase di raccolta del dato, arriva quella della valutazione sui due assi già citati: probabilità e conseguenze. I giuristi, pensano sempre al peggio. E questo rappresenta una forza nella redazione della cartografia dei rischi. Perché è importante capire il livello di gravità massima che può avere un determinato rischio, e questo, qualsiasi sia la sua probabilità di avverarsi.

Non esiste un unico metodo, perché molto dipende dall'azienda in cui ci si trova. Le griglie standard di analisi del rischio sono una buona partenza. Ma quello che vi serve davvero è una forte conoscenza dell'attività della azienda e del mercato in cui opera, nonché la conoscenza della sua storia ed eventualmente delle precedenti crisi.

6° domanda: come trattare i rischi individuati?


In sostanza, le azioni volte a trattare il rischio giuridico possono essere plurime:


• Instaurazione di procedure preventive per diminuire le possibilità che il rischio si verifichi;

• Formazione del personale operativo rispetto al rischio identificato;

• Scelta di eventuali assicurazioni adatte;

• Instaurazione di cellule di crisi rispetto ai rischi considerati come maggiori e con potenziali conseguenze di maggior impatto;

• Riorganizzazione della direzione giuridica per spostare le risorse umane e gli sforzi sulle problematiche più strategiche.


BONUS: Per riassumere, 3 buone pratiche per realizzare una cartografia del rischio giuridico




Daisy BOSCOLO MARCHI